martedì 8 aprile 2014

Per non dimenticare le nostre conquiste... legge 194 e i consultori



 

Ricordiamo che in Italia la salute è un diritto di cittadinanza, costituzionale, tutelata dallo Stato grazie all'articolo 31 della Costituzione. La Repubblica tutela infatti la salute come fondamentale diritto universale (diritto della persona ed interesse della collettività) . Solo un Servizio sanitario pubblico può garantire gratuitamente a tutti/e, prevenzione, cura e riabilitazione e i principi di universalità, uguaglianza e globalità delle cure che ne hanno fatto negli anni uno dei sistemi sanitari migliori al mondo.

Nel 1978 viene approvata la legge 833 che istituisce il SSN e in questi anni si affermano i consultori (che prevedevano un comitato di gestione composto anche da associazioni di cittadinanza come modalità per non delegare la Salute al solo potere medico o istituzionale) e la legge 194, sull’interruzione volontaria della gravidanza (frutto di un compromesso e come tale ambigua in alcuni punti ma senza dubbio una conquista di civiltà).

 
Stiamo assistendo ormai da anni, in tutte le città italiane, ad un progressivo smantellamento dei consultori e dei diritti conquistati con lunghi anni di lotte sostenute da larghissimi settori sociali,  con la solita scusa della contrazione dei costi e dell’accentramento a livello ospedaliero e di Asl.
Assistiamo a costanti campagne di attacco generale all’ autodeterminazione della donna e in particolare alla sua salute che intendono  riaffermare la subalternità della donna, la maternità come imposizione, il dominio sul corpo femminile, la cultura del dolore e della colpevolizzazione,  il  modello della famiglia tradizionale (patriarcale), i ruoli definiti secondo una precisa  gerarchia sessuale, omofoba ed eterosessista. I Consultori sono sempre più svuotati della loro funzione preventiva, informativa e sociale che li aveva informati alla loro nascita all’interno dei movimenti femministi negli anni 70.

L’esempio più eclatante e inquietante è quello dell'interruzione volontaria di gravidanza che nelle strutture pubbliche si trova ad essere contrastata da mille ostacoli: diffusione di obiezione di coscienza tra medici e operatori sanitari (70% dato nazionale),  presenza nei consultori  di volontari antiabortisti con conseguente trasformazione di queste strutture in centri di dissuasione dall'aborto, ostacoli all'aborto farmacologico (contrasto alla diffusione della RU486, imposizione della degenza di tre giorni).


Affermiamo quindi e pratichiamo il diritto all'autodeterminazione e saremo sempre in piazza e in alcuni luoghi simbolici per denunciare la gravità della situazione, per presidiare i diritti  acquisiti e continuare a lottare per la libertà di scelta delle donne in Italia e in tutta Europa.

Per ulteriori informazioni sui servizi offerti dal Consultorio rimandiamo
alla nostra pagina Salute Donna

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