L'ISTAT GIA' DA ANNI CONSIDERA DIVERSE TIPOLOGIE FAMILIARI
GLI ULTIMI DATI VEDONO PRESENTI ANCHE COPPIE DELLE STESSO SESSO, CON O SENZA FIGLI
Le coppie sono in totale 7513, di cui 529 con figli e 6984 senza figli
COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONI LGBT
Censimento: l’ISTAT considera le famiglie di persone lesbiche e gay al pari delle altre.
Le
associazioni LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex)
ringraziano l’Istat che, a differenza di altre istituzioni, con l’ultimo
censimento ha fatto emergere una realtà che è sotto gli occhi di tutti,
anche se la politica continua a ignorarla: le persone omosessuali
creano famiglie come tutte le altre persone.
Il quadro che emerge non può certo considerarsi
pienamente rappresentativo della realtà di tutte le persone LGBTI molte
delle quali sono in coppia ma non convivono. Le coppie conviventi sono
solo una piccola parte della popolazione, e questo è vero per le persone
LGBTI come per chiunque altro.
Ciò che non si potrà più negare di qui in avanti è
che migliaia di persone nel nostro Paese godono strutturalmente di meno
diritti degli altri, anche in ambito familiare.
Si
tratta di una minoranza, ma un Paese definisce il proprio livello di
democrazia proprio in base al modo con cui tratta le minoranze, dal
momento che il rispetto che si deve a qualsiasi persona non può
dipendere dal numero di persone che invocano quel rispetto.
In una democrazia matura la maggioranza non può calpestare i diritti delle minoranze.
Il dato del censimento diffuso dall’ISTAT dimostra
che il numero delle coppie formate da persone dello stesso sesso è
sottostimato perchè lo stigma sociale e istituzionale che circonda
queste famiglie fa loro temere di essere visibili. È a partire dal
superamento di ogni forma di discriminazione che il Parlamento e il
Governo possono cambiare radicalmente
questa situazione. Non solo leggi, ma anche opportuni
atti amministrativi possono consentire alle famiglie delle persone
lesbiche e gay, sia coppie che genitori singoli o separati, e ai loro
figli di vivere più serenamente, sentendosi pienamente accolti nel loro
contesto sociale.
Per
agire in maniera efficace e prendere decisioni politiche basate sui
fatti e non sui pregiudizi, auspichiamo che all’ISTAT, e non solo, siano
fornite risorse adeguate per poter compiere nuove indagini
fondamentali, come quella condotta nel 2011 finanziata dal Dipartimento
per le pari opportunità, sulla popolazione omosessuale nella società
italiana, tese a conoscere le vite, i bisogni e le discriminazioni
subite dalle persone LGBTI e ad allargare la conoscenza delle famiglie
di persone lesbiche, gay e trans.
Fiorenzo Gimelli, Agedo
Flavio Romani, Arcigay
Paola Brandolini, ArciLesbica
Giuseppina La Delfa, Famiglie Arcobaleno
Antonio Rotelli e Maria Grazia Sangalli, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford
Yuri Guaiana, Certi Diritti
Andrea Maccarrone, Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli
Fabrizio Marrazzo, Gay Center
Christian Ballarin, Maurice GLBTQ
Cecilia d’Avos e Fabrizio Paoletti, Rete genitori Rainbow
Tiziana Biondi, Stonewall

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